Con l’intensificarsi dei conflitti in Siria, i cristiani, che rappresentano appena il 2% della popolazione, si trovano ad affrontare un momento critico. Mentre le forze governative e i gruppi ribelli come HTS e altri sostenuti da potenze straniere prendono il controllo, la comunità cristiana continua a trovarsi nel mezzo della violenza e degli sfollamenti di massa. La regione di Idlib, roccaforte dell’opposizione, è una delle scene di maggiori scontri, che aumentano la pressione sulle minoranze religiose, comprese le comunità cristiane storiche del Paese.
Negli ultimi anni, l’emigrazione ha ridotto drasticamente la popolazione cristiana in Siria, e molti leader religiosi mettono in guardia contro una possibile estinzione culturale e spirituale se non verranno intraprese azioni urgenti. L’esodo è attribuito all’insicurezza, all’estrema povertà e alla mancanza di opportunità, ma iniziative e progetti di sostegno economico e di servizi sociali promossi da organizzazioni come Solidaridad Internacional Trinitario (SIT) si sono rivelati efficaci nel promuovere la permanenza di queste comunità. Queste misure cercano di offrire stabilità e speranza in un contesto di crisi umanitaria diffusa, sebbene gli ultimi eventi siano preoccupanti.
Il futuro rimane incerto. L’alleanza del regime di Bashar al-Assad con l’Iran e la Russia è stata rovesciata e nella regione si sta rafforzando un ambiente di militarizzazione e controllo repressivo con coprifuoco per la popolazione civile e i cristiani. Nel frattempo, gli attori internazionali sono stati criticati per non aver dato priorità alle strategie per salvaguardare la sicurezza dei cristiani in Siria, dopo l’ascesa al potere dell’HTS (discendenti di Al Qaeda e con una forte tendenza all’islamizzazione radicale).
La sopravvivenza dei cristiani in Siria dipenderà da uno sforzo congiunto tra chiese locali, organizzazioni umanitarie e attori globali che promuovono la stabilità e il rispetto per le minoranze nel quadro di qualsiasi futura risoluzione politica.

