Crisi umanitaria nella RDC orientale: violenza armata e persecuzione religiosa

La regione orientale della Repubblica Democratica del Congo (RDC) sta affrontando una crisi umanitaria aggravata dalla violenza di gruppi armati come le Forze Democratiche Alleate (ADF), legate allo Stato Islamico. Questi gruppi hanno compiuto attacchi mortali contro le comunità civili, in particolare quelle cristiane, in province come il Nord Kivu.

Nel febbraio 2025, un attacco nel villaggio di Kasanga ha causato la morte di almeno 70 persone, secondo quanto riportato dall’organizzazione Open Doors. Le vittime furono rapite e successivamente assassinate in una chiesa locale. Questo incidente fa parte di una serie di attacchi simili nella regione.

La violenza ha causato sfollamenti di massa. Si stima che nella Repubblica Democratica del Congo siano più di 6,9 milioni le persone sfollate, molte delle quali nelle province orientali. Le comunità colpite rischiano la distruzione delle loro case, i saccheggi e la chiusura delle infrastrutture essenziali.

Il Parlamento europeo ha condannato gli attacchi e ha esortato l’Unione europea a contribuire agli sforzi internazionali per smantellare le reti di finanziamento di questi gruppi armati. Sono state inoltre avanzate richieste per la creazione di un tribunale speciale per processare le atrocità commesse nella parte orientale della RDC.

Organizzazioni come Trinitarian International Solidarity (SIT) hanno chiesto alla comunità internazionale di garantire la protezione delle comunità colpite e di fornire il supporto necessario alle persone sfollate. La situazione nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo resta critica: intere comunità sono a rischio a causa della persistente insicurezza e della mancanza di risorse.

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