La Nigeria è diventata uno dei Paesi più pericolosi per i cristiani, a fronte di una crescente ondata di violenza e persecuzione religiosa. Gruppi estremisti come Boko Haram, lo Stato Islamico dell’Africa Occidentale (ISWAP) e le milizie dei pastori Fulani hanno intensificato i loro attacchi contro le comunità cristiane, soprattutto nelle regioni settentrionali e centrali del Paese. La Nigeria non deve essere dimenticata o oscurata da altri conflitti, poiché soffre ogni giorno.
Secondo i rapporti di organizzazioni come Open Doors e Global Christian Relief, tra il 2022 e il 2024, circa 10.000 cristiani sono stati uccisi in Nigeria a causa della loro fede. Inoltre, si stima che oltre 16 milioni di cristiani siano stati sfollati nell’Africa subsahariana, molti dei quali in Nigeria, dove vivono in condizioni precarie nei campi profughi interni.
La violenza non colpisce solo i laici; anche il clero è stato preso di mira. Dal 2022, almeno 39 sacerdoti sono stati assassinati e numerosi leader religiosi sono stati rapiti. Le donne cristiane affrontano rischi aggiuntivi, tra cui rapimenti, violenza sessuale e matrimoni forzati.
La comunità internazionale ha espresso preoccupazione per questa situazione. Organizzazioni come Trinitarian International Solidarity (TIS) hanno lanciato campagne a sostegno dei cristiani perseguitati in Nigeria, fornendo assistenza umanitaria e supporto spirituale.
È fondamentale che vengano adottate misure concrete per proteggere queste comunità vulnerabili. La collaborazione tra governi, organizzazioni non governative ed enti religiosi è essenziale per garantire la sicurezza e i diritti fondamentali dei cristiani in Nigeria.
Per chi è interessato a dare il proprio contributo, si raccomanda di sostenere organizzazioni di fiducia che lavorano direttamente sul campo, fornendo assistenza alle vittime e promuovendo la pace e la riconciliazione nella regione.

