La comunità cristiana in India è sempre più preoccupata in seguito alla proposta di un nuovo disegno di legge che inasprirebbe le pene per le presunte conversioni religiose “forzate o fraudolente”. Se approvato, potrebbe peggiorare la già fragile situazione di questa minoranza.
L’iniziativa prevede pene detentive fino a dieci anni e multe elevate per coloro che sono accusati di indurre altri a cambiare fede. Inoltre, chiunque desideri convertirsi deve avvisare le autorità con due mesi di anticipo, esponendosi a indagini ufficiali sulle proprie motivazioni. Per i leader cristiani, questo requisito viola la libertà religiosa ed espone i convertiti a uno stigma sociale difficile da sopportare.
In stati come l’Uttar Pradesh, dove leggi simili sono già in vigore, le comunità cristiane segnalano un aumento di aggressioni, molestie e arresti arbitrari. Gli attivisti denunciano che gruppi estremisti stanno approfittando di queste normative per presentare false accuse contro pastori e fedeli, interrompendo le funzioni religiose e creando un clima di paura.
“Il pericolo è reale: queste leggi vengono usate come strumento per intimidire i comuni cristiani che desiderano semplicemente praticare la propria fede”, avverte il reverendo Vijayesh Lal, segretario generale della Chiesa protestante indiana. L’arcivescovo Peter Machado, da parte sua, ha avvertito che l’approvazione del disegno di legge porterà “maggiore persecuzione e maggiori difficoltà” per i fedeli.
La proposta si inserisce in un contesto politico dominato dal partito nazionalista indù BJP, che ha promosso narrazioni che collegano il cristianesimo a minacce all’identità culturale della maggioranza. Le organizzazioni internazionali per i diritti umani hanno già espresso preoccupazione, osservando che questa legge potrebbe istituzionalizzare la discriminazione e indebolire ulteriormente la libertà religiosa nel Paese.
Per i quasi 30 milioni di cristiani in India, l’iniziativa è percepita non solo come una minaccia legale, ma come un segnale che il loro spazio per vivere ed esprimere la propria fede sta diminuendo sempre di più.

