Negli ultimi mesi la situazione in Libano è peggiorata drammaticamente a causa degli attacchi israeliani nel contesto del conflitto con il gruppo militante Hezbollah. Questa escalation di violenza ha colpito diverse comunità del Paese, compresa la popolazione cristiana, storicamente una delle più influenti del Libano.
I cristiani libanesi, che costituiscono circa il 30% della popolazione, vedono crollare la loro già fragile sicurezza. La comunità è stata testimone della distruzione delle infrastrutture, del collasso economico e dello sfollamento di migliaia di persone, sia cristiani che musulmani. In città come Beirut e nel sud del Paese, i bombardamenti hanno danneggiato chiese, scuole e ospedali che servivano la comunità cristiana. Inoltre, le interruzioni di elettricità e la mancanza di risorse di base come acqua e medicinali hanno peggiorato le condizioni di vita.
I cristiani in Libano hanno storicamente svolto un ruolo chiave nella politica e nella società del Paese, ma negli ultimi anni la loro influenza è diminuita a causa dell’emigrazione di massa, della crisi economica e dei conflitti interni. I recenti attentati hanno aggravato questa situazione, spingendo molte famiglie cristiane a considerare ancora una volta l’emigrazione come una via d’uscita dall’incertezza e dall’insicurezza.
I leader cristiani, sia religiosi che politici, hanno esortato la comunità internazionale a intervenire per evitare un collasso totale del Libano. Hanno anche chiesto la protezione dei luoghi sacri e delle infrastrutture devastate dagli attacchi, temendo che questa nuova ondata di violenza finisca per ridurre ulteriormente la presenza cristiana nel Paese.
Il Libano, Paese tradizionalmente simbolo della convivenza tra diverse comunità religiose, si trova oggi ad affrontare uno dei suoi momenti più critici.

