La persecuzione dei cristiani raggiunge livelli record nel 2026, con 388 milioni di persone colpite
La persecuzione dei cristiani in tutto il mondo ha raggiunto il livello più alto dall’inizio delle rilevazioni moderne nel 2026. Secondo la World Watch List 2026, compilata dall’organizzazione Open Doors, 388 milioni di cristiani subiscono livelli “alti”, “molto alti” o “estremi” di persecuzione e discriminazione a causa della loro fede, otto milioni in più rispetto all’anno precedente.
Il rapporto documenta 4.849 cristiani uccisi per motivi legati alla loro fede durante l’ultimo periodo analizzato, un aumento rispetto all’anno precedente. La Nigeria rimane l’epicentro della violenza, con 3.490 morti, circa il 70% del totale mondiale. Inoltre, sono stati registrati 3.302 rapimenti e 4.712 arresti o incarcerazioni di fedeli, mentre 3.632 chiese o proprietà cristiane sono state attaccate o chiuse.
Il rapporto segnala anche un significativo deterioramento della situazione in Medio Oriente. La Siria ha scalato la classifica, diventando uno dei Paesi con persecuzioni “estreme”, a seguito dell’aumento della violenza nel contesto dell’instabilità politica seguita alla caduta del regime di Bashar al-Assad nel 2024. Nel giugno 2025, un attacco alla chiesa di Mar Elias a Damasco ha causato 22 morti e oltre 60 feriti.
Nell’Africa subsahariana, Open Doors descrive la regione come una “trappola mortale” per i cristiani, a causa della fragilità dei governi e dell’espansione di gruppi estremisti. La Corea del Nord rimane il Paese più pericoloso per la pratica del cristianesimo, una posizione che detiene da 24 anni.
Le organizzazioni per la libertà religiosa sottolineano che queste cifre riflettono non solo omicidi, ma anche sfollamenti forzati, violenze sessuali e discriminazione sistematica. Il rapporto esorta la comunità internazionale a rafforzare la protezione delle minoranze religiose e a sensibilizzare l’opinione pubblica su una realtà che, secondo i suoi autori, continua a peggiorare di anno in anno.

