Il 17 luglio 2025, un proiettile di un carro armato israeliano colpì il complesso della chiesa della Sacra Famiglia a Deir al-Balah, l’unica chiesa cattolica nella Striscia di Gaza, utilizzata come rifugio per centinaia di sfollati, sia cristiani che musulmani. Almeno tre persone morirono, tra cui due civili deceduti durante un intervento chirurgico e una terza vittima, il cui decesso fu confermato in seguito. Almeno dieci rimasero inoltre ferite, tra cui padre Gabriel Romanelli.
Le vittime furono identificate come Najwa Abu Daoud, Saad Issa Kostandi Salameh e Foumia Issa Latif Ayyad. L’attacco causò gravi danni alla chiesa: la facciata carbonizzata, le finestre frantumate e il tetto danneggiato vicino alla croce principale.
Lo Stato Maggiore israeliano descrisse l’incidente come una “dispersione accidentale di ordigni” e annunciò un’indagine, mentre strutture ecclesiastiche, come il Patriarcato Latino di Gerusalemme, misero in dubbio questa versione e chiesero un’indagine approfondita.
Papa Leone XIV, rivolgendosi al mondo durante l’Angelus domenicale, ha espresso il suo “profondo dolore” e ha sollecitato un cessate il fuoco immediato, esortando la comunità internazionale a rispettare il diritto umanitario, a proteggere i civili e a prevenire gli sfollamenti forzati, l’uso indiscriminato della forza e le punizioni collettive.
Questo evento fa parte di un conflitto più ampio iniziato dopo l’attacco di Hamas nell’ottobre 2023. Da allora, secondo le autorità sanitarie di Gaza, sono morte più di 58.000 persone e l’accesso a cibo, cure mediche e alloggi è diventato estremamente limitato.

