L'India approva una nuova legge anti-conversione che preoccupa le minoranze cristiane

Lo stato indiano del Maharashtra ha recentemente approvato una nuova legge nota come “Freedom of Religion Bill 2026”, un provvedimento che ha suscitato preoccupazione tra le organizzazioni cristiane, i gruppi per i diritti umani e i difensori della libertà religiosa.

La legge è stata promossa dal governo statale, guidato dal Bharatiya Janata Party (BJP), che afferma che l’obiettivo è prevenire le conversioni religiose forzate o fraudolente. Tuttavia, diverse organizzazioni cristiane sostengono che le disposizioni siano troppo ampie e ambigue, il che potrebbe facilitare accuse arbitrarie contro pastori, evangelisti e persone coinvolte in attività religiose.

La legge vieta le conversioni ottenute tramite “coercizione”, “frode”, “indebita influenza” o “attrazione”, termine che include promesse di assistenza finanziaria, istruzione gratuita, lavoro o matrimonio. I critici affermano che queste definizioni potrebbero essere utilizzate per criminalizzare il lavoro umanitario e le attività sociali svolte dalle chiese cristiane.

Diversi leader religiosi hanno avvertito che la legge potrebbe aumentare l’ostilità verso le minoranze cristiane in un paese già dilaniato da tensioni religiose. Il Maharashtra è diventato così il tredicesimo stato indiano ad adottare leggi simili contro le conversioni. Organizzazioni internazionali come Christian Solidarity Worldwide hanno messo in guardia sul potenziale impatto negativo sulla libertà di coscienza e di religione garantita dalla Costituzione indiana.

Negli ultimi anni, i gruppi nazionalisti indù hanno spesso accusato chiese e missionari cristiani di promuovere conversioni illegali, soprattutto nelle aree rurali e nelle comunità vulnerabili. Le comunità cristiane, che rappresentano una piccola minoranza in India, segnalano un aumento di minacce, arresti e attacchi contro i luoghi di culto.

L’approvazione di questa legge riporta ancora una volta il dibattito sulla libertà religiosa al centro del discorso politico e sociale del paese.

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