Una nuova tragedia scuote la Nigeria. Oltre 20 cristiani sono stati brutalmente assassinati nello Stato di Borno, nel nord-est del Paese, durante un attacco da parte di estremisti islamici affiliati allo Stato Islamico dell’Africa Occidentale (ISWAP). Secondo i media locali e le organizzazioni umanitarie, gli aggressori hanno assaltato una comunità cristiana, incendiato case e una chiesa e aperto il fuoco indiscriminatamente sui residenti.
L’attacco, avvenuto durante la notte, fa parte di un’escalation di violenza contro le minoranze religiose in Nigeria, soprattutto nel nord e nel nord-est, dove operano gruppi jihadisti come Boko Haram e la sua branca, l’ISWAP. Testimoni hanno riferito che i terroristi sono arrivati a bordo di motociclette e pickup, armati di fucili d’assalto ed esplosivi, e che molte delle vittime sono morte mentre cercavano di fuggire nella foresta.
Il massacro ha evidenziato ancora una volta la grave situazione di insicurezza e persecuzione religiosa in cui versa la Nigeria, soprattutto tra i cristiani, spesso bersaglio di attacchi. Secondo diverse stime, negli ultimi due decenni nel Paese sono stati uccisi più di 50.000 cristiani e milioni di persone sono state sfollate dalle loro case.
Le organizzazioni per i diritti umani e i leader religiosi hanno chiesto al governo nigeriano di garantire maggiore protezione alle comunità vulnerabili e un piano efficace per frenare la diffusione dell’estremismo violento. Tuttavia, la risposta dello Stato resta insufficiente di fronte alla crescente minaccia jihadista.
Nel frattempo, continuano le sofferenze delle vittime e dei sopravvissuti in un Paese in cui professare una fede diversa può diventare una condanna a morte. La comunità internazionale è stata invitata a non restare indifferente di fronte a questa crisi umanitaria, che si aggrava nel tempo.

