Persecuzione globale: l'aumento della violenza contro i cristiani nel 2025-2026

Secondo il rapporto World Watch List 2026 dell’organizzazione Open Doors, la persecuzione contro i cristiani in tutto il mondo ha raggiunto livelli allarmanti tra ottobre 2024 e settembre 2025. Oltre 388 milioni di credenti (circa un cristiano su sette in tutto il mondo) vivono in paesi in cui subiscono discriminazioni, violenze o gravi restrizioni a causa della loro fede, una cifra aumentata di circa 8 milioni rispetto all’anno precedente.

Il rapporto rivela inoltre che 4.849 cristiani sono stati uccisi per motivi legati alla loro fede durante quel periodo, 373 in più rispetto all’anno precedente, con una media di quasi 13 morti al giorno. La stragrande maggioranza di questi crimini si è verificata in Nigeria, che ha rappresentato quasi il 70% dei casi registrati, riaffermando il suo status di paese più pericoloso al mondo per i cristiani.

Non sono solo le morti a essere motivo di allarme: la violenza include attacchi alle chiese, rapimenti, detenzioni arbitrarie e discriminazione strutturale in numerosi paesi. Ad esempio, alcuni governi adottano misure che vanno dalla reclusione alla demolizione di chiese, mentre in luoghi come la Corea del Nord la fede cristiana può portare alla reclusione o persino all’esecuzione.

Le regioni più colpite includono l’Africa subsahariana e alcune parti dell’Asia, dove stati fragili, conflitti armati ed estremismo religioso contribuiscono a questa situazione. Oltre agli omicidi, migliaia di cristiani sono detenuti senza processo, costretti a fuggire dalle proprie case o ad affrontare violenze basate sul credo religioso.

In questo contesto, diverse organizzazioni e iniziative, come il SIT (Segretariato per le Relazioni Internazionali), cercano di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla situazione e di promuovere la libertà religiosa come diritto fondamentale, sottolineando che la persecuzione colpisce non solo i singoli individui, ma anche intere comunità e la coesione sociale nelle regioni vulnerabili del mondo.

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