Il Centro europeo per il diritto e la giustizia (ECLJ) ha pubblicato un nuovo rapporto sulla persecuzione dei musulmani che

Il Centro europeo per il diritto e la giustizia (ECLJ) ha pubblicato un nuovo rapporto che affronta la persecuzione dei musulmani che si convertono al cristianesimo in Europa e più precisamente in Francia.

Lo scorso luglio, l’ECLJ con il titolo “La persecuzione degli ex cristiani musulmani in Francia e in Europa” ha documentato che fino a 30.000 persone possono subire una sorta di persecuzione in Francia per aver abbandonato l’Islam e abbracciato la fede cristiana. Le cifre si basano sulle statistiche della Conferenza episcopale francese, che stima a 300 il numero di ex musulmani che vengono battezzati nella Chiesa cattolica ogni anno.

Il suddetto rapporto interroga le misure e le azioni che stanno portando avanti i responsabili delle associazioni francesi, belghe, austriache e inglesi dedite alla cura dei musulmani che abbandonano l’Islam per aderire al cristianesimo. Per realizzare lo studio sono state condotte interviste anche con i nuovi convertiti. Le interviste hanno permesso di raccogliere l’esempio di centinaia di casi e di verificare la persecuzione e la violazione dei diritti fondamentali nei confronti dei nuovi convertiti.

In queste interviste si è scoperto che le persecuzioni sono varie e diverse: dalle violazioni fisiche, psichiche o psicologiche. Il rapporto spiega che molte persone vengono disprezzati e talvolta attaccati all’interno delle loro stesse famiglie quando annunciano la loro conversione, e possono anche essere cacciate dalle loro case. Per le donne, la violenza può essere anche peggio. Le donne possono essere costrette a sposarsi, violentate o inviate nel paese di origine della famiglia.

Oltre alla persecuzione all’interno della propria famiglia, i convertiti subiscono intimidazioni e minacce nei circoli sociali, rapine e aggressioni fisiche.

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