L’impegno dei Trinitari per i perseguitati cristiani nel mondo

Antonio Tarallo. Fuente: web  San Francesco

Il Sit (Solidarietà internazionale trinitaria) ha indetto una settimana di preghiera per i cristiani perseguitati 

La devozione dell’Ordine Trinitario, fondato da San Giovanni de Matha nel 1198 verso questa immagine risale alla fine del 1600. Ancora oggi è patrono dei Cristiani Perseguitati, per i quali i padri Trinitari da secoli si adoperano ancora oggi, per le loro redenzioni. La statua di Gesù Nazareno fu trovata in Marocco immersa in un letamaio da parte di un frate laico, fra Pedro de Los Angeles dei padri Trinitari Scalzi: in virtù del suo carisma, chiese il riscatto di sette immagini sacre in cambio di sette mori, che il re avrebbe potuto scegliere tra i prigionieri catturati dagli spagnoli con la condizione che il religioso sarebbe stato bruciato vivo se non avesse tenuto fede all’accordo. Il re accettò a patto che il frate trovasse il denaro corrispondente al peso della statua che era di legno massiccio. Al momento del peso bastarono 30 monete d’oro che il re Carlo II aveva inviato per il riscatto, a simbolo dei 30 denari con cui Giuda aveva venduto Gesù,

 Il Cristo Nazareno parla ancora oggi. All’Ordine Trinitario, e a tutti i cristiani perseguitati. Infatti, l’Ordine religioso – dalla inimitabile croce blu e rossa – ha indetto una settimana di preghiera per i cristiani perseguitati: venticinque paesi del mondo, in preghiera grazie a un sussidio liturgico comune, composto “ad hoc”, per porre fine all’annosa tragedia dei cristiani che – per la loro fede – vengono perseguitati. I Trinitari, nella loro millenaria storia,  hanno liberato migliaia di schiavi cristiani. Per secoli, infatti, l’Ordine della Santissima Trinità è stato luogo d’incontro umanitario della Chiesa. Giovanni Paolo II, nel 1998 si espresse con queste parole ai Padri Trinitari: “Il vostro Ordine ha fatto della liberazione degli oppressi e dell’amore per i poveri un tratto qualificante della propria missione nella Chiesa e nel mondo”.

Il sussidio liturgico che hanno sottoscritto le comunità trinitarie di 25 paesi, è un’accorata preghiera mondiale: una voce al Signore per porre fine alle barbarie di bambini, famiglie che hanno la sola “colpa” di credere in Cristo. Nella prefazione (a cura di P. Antonio Aurelio Fernández, osst) al testo di queste preghiere, si legge: “Il Giovedì Santo, nel Cenacolo di Gerusalemme, il Figlio di Dio ha celebrato l’Eucaristia con i suoi. La persecuzione, il martirio e la morte erano imminenti. Pertanto, il Cenacolo è uno spazio per incontrarsi e prepararsi prima della missione finale. Potremmo dire che l’Eucaristia è l’anticipazione sacramentale del suo sacrificio finale. Ma nel Cenacolo è successo anche un altro evento unico, l’impulso alla missione della Chiesa. La Pentecoste è l’origine della missione ecclesiale”. Al centro, sempre l’Eucaristia, il segno – il signum – del sacrificio di Cristo per gli Uomini. Ora, sono molti gli uomini che offrono la propria vita per quel “signum” e la preghiera rimane uno degli strumenti più importanti per stare accanto proprio a questa umanità sofferente,

San Francesco, patrono d’Italia ha raggiunto il Padre Generale dell’Ordine, padre Gino Buccarello per chiedere una sua testimonianza su tale argomento:

“Oggi noi trinitari siamo impegnati in tante opere di carità che testimoniano la dimensione veramente universale dell’amore cristiano. In particolare, secondo lo spirito del nostro fondatore San Giovanni de Matha, cerchiamo di essere vicini ai  poveri, ai carcerati, agli immigrati, ai perseguitati per la fede, ai dimenticati. Con questa settimana di preghiera abbiamo voluto testimoniare la nostra particolare vicinanza ai cristiani perseguitati nel mondo, una piaga sanguinante che ci preoccupa molto. Fin dalla nostra fondazione abbiamo sempre avuto a cuore gli “schiavi”, i perseguitati a causa della Fede. E, nel nostro mondo contemporaneo, quella statua ancora parla a noi, con la stessa forza di quattrocento anni fa. Noi Trinitari continuiamo ad ascoltare le silenti parole che vengono da quel Nazareno”.    

     

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